Ci siamo quasi e lo scrittore…

Mancano poche ore all’uscita del mio nuovo romanzo “La bambina che trovava le cose perdute”. Sono le ore più emozionanti per uno scrittore.

Mille domande si rincorrono: piacerà? I lettori si divertiranno? Noemi, la protagonista, resterà nei loro cuori?

e le incertezze: dovevo aggiungere qualcosa,  togliere qualcosa? La prima recensione sarà positiva? I miei lettori mi daranno la loro opinione?

Ci sono momenti in cui penso che, in realtà, ho solo scritto un libro, non ho certo migliorato l’umanità, e che un libro è solo un libro e ne escono così tanti…

Ci sono momenti, però, in cui ripenso al lavoro che sta dietro un libro.

Scrivere significa raccontare senza annoiare, trovare le parole, riuscire a toccare l’anima e il cuore di chi legge.

Significa non perdersi nella trama e creare personaggi diversi, di diverse età e estrazione sociale, ognuno con i propri pensieri e il proprio modo di esprimersi.

Significa studiare il periodo storico e l’ambientazione che fanno da sfondo.

Significa avvicinarsi alla storia e mettere tra le righe qualcosa di me e poi allontanarmi per essere obbiettiva e “tagliare” quello che non funziona. Scrivere e rileggere tante e tante volte, mettere in dubbio ogni aggettivo, verbo, persino una virgola. Perchè anche una virgola fa al differenza.

 

E’ tutto questo: fatica, pazienza, studio, ma anche grande soddisfazione. E passione. E’ la passione per le parole che mi spinge a raccontare. Osservare il mondo e i suoi abitanti, immaginare, stupirmi, arrabbiarmi, amare, odiare, viaggiare.

Scrivere è un viaggio, leggere altrettanto, ed è con questo spirito che vi consegno il mio nuovo romanzo e un po’ di me.

Grazie in anticipo a chi mi darà fiducia ed entrerà nel mondo  della “bambina che trovava le cose perdute”.

Donne

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http://247.libero.it/rfocus/34606041/1/tradate-donne-di-patrizia-emilitri-anteprima-l-8-marzo-alla-biblioteca-frera/