DONNE

IL RICAVATO DELLA VENDITA DEL LIBRO SARA’ DEVOLUTO ALL’ASSOCIAZIONE C.A.O.S. (CENTRO ASCOLTO  OPERATE AL SENO)

 

Il mondo delle donne è un labirinto e ogni angolo riserva una sorpresa. Ma la vera sorpresa è la donna stessa che di quel labirinto conosce tutte le vie d’uscita.

C’à Anna, che deve ricominciare a vivere.

Beatrice e l’amore malato.

Caterina e un marito da amare.

Daniela si è persa.

Helga è immersa nelle bugie.

Ottavia è usata da un uomo, mentre Pamela con gli uomini ci gioca.

E poi Germana, Queen, Rossella, Silvia, Zara…

Queste sono le loro storie e ogni donna che le leggerà, potrà aggiungere la sua.

Come dice Adele Patrini, presidente di C.A.O.S, le donne sono energia, creatività e passione.

Energia, per i mille ruoli da ricoprire.

Creatività, per inventarsi di nuovo, ogni volta che la vita le blocca.

Passione, che a volte le accende e a volte le brucia.

COME SE L’AMORE POTESSE BASTARE

Quando torna a vivere in paese insieme al marito e ai due figli, Barbara ha più di una verità da nascondere. E’ dura ammettere che hanno dovuto chiudere il negozio, che sono in un mare di debiti e non possono più permettersi di mantenere l’appartamento in città, che sono diventate una delle tante famiglie colpite dalla crisi.

Solo con sua madre non può far finta di niente; del resto, per una madre, la più lieve increspatura del viso è una finestra aperta sul cuore di un figlio. Ma c’è qualcos’altro che nemmeno lei deve scoprire: un segreto che Barbara custodisce in grembo e che sta per costarle la decisione più difficile della vita.

Una sera, mentre i pensieri le tolgono il sonno e l’unico conforto sembra essere un documentario alla tv, un piccolo dettaglio la scuote all’improvviso.

Nello studio di un famoso architetto, lì, sullo schermo, c’è qualcosa che Barbara conosce molto bene: la statuina intagliata nel legno che sua nonna ha sempre custodito gelosamente.

Nonna Gentile: una roccia per tutta la famiglia, una donna coraggiosa capace di crescere da sola quattro figli al tempo della guerra, con il marito disperso al fronte.

Perché nessuno sa – o vuole spiegarle – come mai quel piccolo oggetto sia finito là? Perché sua madre sembra infastidita dall’argomento? C’è un punto oscuro nella vita della nonna ed è lì che Barbara vuole scavare. A tutti i costi, come se quella statuina di legno racchiudesse la soluzione a tutti i suoi problemi, il senso che lei stessa sta cercando.

Il consigli di nonna Gentile di cui tanto, ora, avrebbe bisogno.

VIA VENANZIO MARTINI, 2

Il piccolo condominio di Via Venanzio Martini 2 è la casa di Mariuccia dal 1946, quando, sposina imbranata, ci portò un letto regalato dalla mamma di Attilio, suo marito, un armadio comprato a rate dal signor Bartolo, il falegname e tre sedie. Solo tre. La Ditta Martini Lamiere era proprio accanto: una scatola di cemento chiaro con grandi vetrate che guardavano verso la casa, così vicine che durante il giorno le donne potevano salutare i loro mariti dalla finestra. Quante cose sono accadute in sessant’anni, non basterebbero mille pagine per raccontarle…e Mariuccia lo fa per noi. Ci racconta di lei e delle coppie diventate famiglie in quel condominio. Ci mostra i bambini diventati adulti, alla scoperta del loro futuro, e dei genitori diventati vecchi.

Adesso via Venanzio Martini è diversa, resto solo io. Sono io il passato, ma non trascorro il mio tempo con malinconia. Ogni tanto scendo i tre scalini che mi separano dal cortile e offro gelatine di frutta ai bambini che mi chiamano nonna. Racconto loro di quando al posto delle palazzine c’erano i campi di patate e di mais, mostro loro dov’era il grande ciliegio, proprio lì, dove adesso ci sono quattro garage di lamiera, e del lungo tavolo di legno scuro dove i piccoli facevano i compiti e i grandi giocavano a carte. Di quando alla Martini Lamiere entravano e uscivano camion tutto il giorno. Loro hanno visto solo il suo scheletro, quel capannone abbandonato dagli anni novanta.,

LA CAREZZA LEGGERA DELLE PRIMULE

Una donna che custodisce un segreto, un fardello che solo ora ha deciso di condividere.Ma quale sarà il prezzo della sua libertà?

Morire fa parte della vita, ma i ricordi uccidono di più. Oggi so che non è stata una buona cosa sfidare il destino già scritto.

L’aria è gelida, a ricordare che l’inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo.

Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha origini molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato a sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa.

Una storia la confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero.

TEA

Una vita raccontata a spezzoni, episodi scanditi dalle parole del dizionario, senza tempo e senza ordine, come carte da gioco gettate sul tavolo, come una partita di briscola tra amici.

 

Tea Sosta Berti è una donna che sa bene dove è cominciata la sua vita: sulle scale di una chiesa. Aveva quattro anni.

-Aspetta qui- le aveva detto la mamma.

E lei l’ha aspettata, sempre. Anche all’orfanotrofio. Anche tra le braccia del suo Arci, insieme ai suoi figli, nipoti e compaesani.

Sosta è il cognome che una suora ha trovato per lei sul vocabolario. Quell’enorme libro l’ha accompagnata per tutta la vita: cercava , tra quelle pagine, il nome di sua madre.

Le parole non sono una semplice sequenza di lettere: con esse Tea ci parla del suo quotidiano, ci fa sorridere, commuovere ed amare lo scorrere della vita.

 

 

 

 

LA BAMBINA CHE TROVAVA LE COSE PERDUTE dal 24 aprile 2018 in tutte le librerie

Ognuno di noi ha un dono. Perchè tutto è un dono. Il corpo, l’anima, l’amore.

 

A Vier, un piccolo borgo sospeso nello spazio e nel tempo in provincia di Trento, Noemi Rainer possiede una graziosa vineria, il Rosa Bianca – dove vende composte, sciroppi, uvetta sotto spirito, oltre, naturalmente al vino- e nasconde un segreto. Un dono che per anni ha chiuso in un angolo del suo cuore, ma che ora, in una mattina di primavera che già profuma d’estate, torna a bussare prepotente nella sua vita. Il segnatempo che domina da più di trent’anni la piazza del paese, infatti, tutt’a un tratto è scomparso. I vieresi ci passano davanti ogni mattina  e lo guardano ammirati.

Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, è convinto che sia benedetto.  Ma si sa, ognuno vede quel che vuol vedere e ognuno crede in ciò che vuol credere.

Negli anni, però, a Vier, si sono convinti in molti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo creatore. E ora va assolutamente ritrovata.

C’è solo una persona che può farlo, ed è lei, Noemi, la bambina ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.

LA VOLTA DEL BRICOLLA

La Bricolla è “una sacca di iuta cucita grossolanamente, irrigidita dal cartone, con due bretelle per il trasporto, che può contenere fino a 35-40 kg di sigarette”.

Bricolla è anche il soprannome di Piero Viganò, uno spallone che per fame, prende la via della montagna verso il confine svizzero.

Negli anni della guerra, dai piccoli paesi del luinese sdraiati sulla sponda magra del Lago Maggiore, attraversavano non solo contrabbandieri carichi di riso e farina da scambiare con cacao, sale, tabacco e caffè, ma anche ladri, disertori, ebrei.

Nel 1945 la guerra finisce, ma non si conclude la storia del Bricolla, che vede nei soldi del contrabbando il modo più veloce per assicurarsi una nuova esistenza. Ma a pochi mesi dall’addio alla vita di sfrosatore, succede un fatto che cambia per sempre la sua vita.

Il destino si presenta con un “carico speciale” e lo costringe a dare l’addio al futuro da barista.

Alla soglia dei settant’anni, Piero rientra a Mogliasca, nella casa ristrutturata della sua famiglia d’origine e il passato da Bricolla torna a mostrarsi nell’ufficio del sindaco.

Non è solo la storia di un contrabbandiere, ma una vicenda umana intrisa di generosità e amore.

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IL TESTAMENTO DELLA MAESTRA ELMA

Cittavola è uno dei tanti paesi che guardano dall’alto il Lago Maggiore. La campana del monastero di Sant’Agostino scandisce le attività degli abitanti.

Niente sembra scalfirne la quotidianità sonnolenta, fino all’apertura del testamento di Fidelma Liparotti, la prima maestra del paese, davanti alla cui cattedra sono sfilate ben tre generazioni di cittavolesi.

La maestra lascia centinaia di migliaia di euro, divisi tra la parrocchia, dedicata a Maria Bambina, e il monastero, nel quale è cresciuta. Al Comune lascia la sua casa perché ne faccia la nuova biblioteca. Soldi in contanti andranno alla donna di servizio, alla fioraia e alla custode del cimitero.

Il tutto a una condizione.

Ed è questa che suscita curiosità, scetticismo e sgomento.

“Si dice…sembra che…forse…qualcuno pensa che…”.

Pettegolezzi, crisi di coscienza.

Una decisione difficile per il sindaco, il parroco e l’abate.

Il ritratto di un paese davanti a un evento inaspettato.

L’AMORE E’ MORTO

Roberto Bottinelli, brigadiere dell’Arma dei Carabinieri e il suo appuntato, Gaetano Jacovino pattugliano le strade in un’afosa mattinata di fine luglio. Una chiamata dalla centrale richiede il loro intervento. Una bambina è scomparsa da un supermercato situato lungo la strada provinciale varesina.

La bambina si chiama Matilda Adinolfi, età, sei mesi. Mamma Rossella è sconvolta, sua figlia era nel passeggino, con lei, c’era, era lì e poi, davanti al banco della salumeria si era accorta che non c’era più. La zia che le accompagna conferma che al supermercato sono arrivate insieme, sulla stessa auto, hanno messo la piccola nel passeggino e sono entrate.

La bambina quindi non è scomparsa, è stata rapita. Ma da chi? Quando? Perché?

Il direttore del negozio, appena udite le urla di Rossella ha bloccato le porte. Pochi secondi erano trascorsi, non abbastanza per riuscire a portare fuori Matilda.

Le stazioni della provincia sono allertate: perquisizioni, posti di blocco, interrogatori. Nessuno è risparmiato, tutti i presenti all’interno del negozio sono sospettabili: le loro vite e quelle dei loro familiari messe sotto la lente d’ingrandimento.

Sarà la capacità investigativa di Roberto, aiutato dalle sagge parole della gattara del paese a spiegare ogni cosa.

“L’unico modo per capire è guardare oltre lo sguardo, ascoltare oltre le parole” gli aveva detto la gattara e proprio oltre gli sguardi e le parole Roberto scoprirà la verità.