un brano da “La carezza leggera delle primule”

Bianca è tornata al lavoro.
Racconta a Linda del marito e della terribile malattia che i medici gli hanno diagnosticato. Linda la abbraccia e lascia che le sue lacrime calde le bagnino le spalle.
-Sei una donna fortunata, Bianca- le dice.
Lei la guarda stupita, ferita. Forse crede che la stia canzonando, che stia deridendo il suo dolore.
-Sei fortunata, credimi. Considera il tuo pianto un ultimo grido d’amore e cancella il senso di dolore che invece gli attribuisci. Non ci sono molte donne che hanno potuto, con sincerità, piangere il traguardo della propria vita coniugale. Pensaci, Bianca, e ringrazia tuo marito per ciò che ti ha donato e che non si spegnerà mai. Un corpo è un corpo e, per dio, Bianca, guardami, un corpo non è nulla. Un corpo può essere un castigo, la malattia e la morte una liberazione, ma l’anima…quella la terrai con te fino alla tua morte, l’anima dell’uomo che te l’ha consegnata tanti anni fa, che l’ha divisa con te e con i tuoi figli. Sarai più ricca, più forte, avrai la tua vita e la sua, il tuo cuore e il suo, il tuo amore e il suo. Avrai tanto di più e qualche camicia in meno da stirare. Sarai due persone in una.-

 

I commenti sono chiusi.